Alla IV Commissione speciale delle Nazioni Unite sulla decolonizzazione, Simone Bolognesi, Presidente di CittàVisibili, ha rappresentato la RETE SAHARAWI ITALIANA, che riunisce decine di associazioni, comitati ed Enti Locali, unendosi alla voce di un popolo che da oltre cinquant’anni vede negato il proprio diritto all’autodeterminazione. Nel suo intervento, Bolognesi ha denunciato lo sfruttamento delle risorse naturali del Sahara Occidentale da parte di potenze straniere e la continua violazione dei diritti umani subita dal popolo saharawi. Ha inoltre chiesto alle Nazioni Unite di intensificare gli sforzi per garantire un referendum libero e trasparente sull’autodeterminazione del popolo saharawi.
Un’ingiustizia che priva un intero popolo della possibilità di decidere il proprio futuro, violando il diritto internazionale e alimentando un’occupazione che dura da decenni.
✊ È tempo che la comunità internazionale scelga:
Legalità contro occupazione
Giustizia contro complicità
Dignità dei popoli contro sfruttamento

INTERVENTO COMPLETO
Signor Presidente, Eccellenze, Signore e Signori,
Mi presento a voi come rappresentante della Rete Saharawi, un’organizzazione che dal 2020 riunisce trenta associazioni italiane impegnate a sostenere la lotta del Popolo Saharawi. Da decenni, la società civile italiana è attiva al fianco di questo popolo, condividendo l’impegno per la giustizia e l’autodeterminazione.
La Rete Saharawi si rivolge oggi a voi per richiamare l’attenzione sulla persistente violazione del diritto
all’autodeterminazione del Popolo Saharawi e sullo sfruttamento delle risorse naturali del Sahara Occidentale, che si realizza senza il consenso del legittimo titolare. È un’ingiustizia che priva il Popolo Saharawi della possibilità di determinare il proprio futuro e mina i fondamenti stessi del diritto internazionale.
Il diritto all’autodeterminazione, sancito dai Patti internazionali del 1966 e riconosciuto dalla Corte internazionale di giustizia nel 1975, attribuisce al Popolo Saharawi la libertà di decidere il proprio status politico e di disporre delle proprie risorse. Ogni accordo o attività economica condotta senza il suo consenso rappresenta una grave violazione del diritto internazionale e dell’obbligo di non avallare occupazioni illegittime.
La giurisprudenza europea, a partire dalla sentenza del 2016 della Corte di giustizia dell’Unione europea, ha confermato che il Sahara Occidentale è un territorio distinto e separato dal Regno del Marocco. Nessun accordo commerciale o di pesca con il Marocco può applicarsi a quel territorio senza il consenso espresso del Popolo Saharawi.
Le decisioni successive, comprese le sentenze del 2021 e del 2024, hanno rafforzato tale orientamento, riconoscendo la legittimazione del Fronte Polisario come rappresentante legittimo e imponendo obblighi di trasparenza sull’origine dei prodotti.
Eppure, prosegue lo sfruttamento illegittimo di fosfati, risorse ittiche e prodotti agricoli, privando il Popolo Saharawi dei mezzi per sviluppare una vita sociale, culturale ed economica autonoma.
Di fronte a questa realtà, chiediamo alle Nazioni Unite di assumere un ruolo attivo e vincolante. È necessario adottare linee guida che escludano i territori non autonomi dagli accordi commerciali senza consenso; creare un Registro internazionale che certifichi i rappresentanti legittimati a fornire il consenso e verifichi la distribuzione reale dei proventi; imporre obblighi chiari e verificabili di etichettatura e tracciabilità; e introdurre sanzioni politiche ed economiche contro chi viola tali principi.
Sono misure concrete e necessarie per interrompere i flussi di ricchezza che alimentano un’occupazione che troppo a lungo si è nutrita del silenzio della comunità internazionale.
È giunto il momento di scegliere: stare dalla parte della legalità, della giustizia e della dignità dei popoli, oppure
continuare ad alimentare un sistema di complicità e di ingiustizia. Per questo vi sollecitiamo a promuovere un dibattito
urgente e ad adottare atti concreti che garantiscano al Popolo Saharawi il diritto di autodeterminazione e il controllo sulle proprie risorse.
Con rispetto e determinazione,
Simone Bolognesi
Rete Saharawi e associazioni aderenti










